Incontri Anali piccanti con la porcona Maria Teresa


Sono già alla terza settimana che mi vedo regolarmente con quella porcona di Maria Teresa. L’ho trovata per caso su una chat e mi ci sono messo a chiacchierare. Simpatica il giusto, non troppo sveglia, ma neanche dura come un sasso, ad un certo punto, dal nulla mi manda una foto.

Non ho capito, li per li, perché era la foto di una ciambella, una di quelle in stile americano, le donuts, con la glassa rosa e gli zuccherini colorati. Non ci ho fatto neanche caso, perché pensavo che fosse una risposta a tono che non ho colto e per non fare la figura di quello che è rimasto indietro con internet ho messo una faccina e ho tirato dritto. Dieci messaggi dopo, questa sconosciuta mi scrive: vuoi provare a glassare la mia ciambellina?

L’incontro anale più hard

In serata siamo andati a fare un aperitivo in centro, per fare due chiacchiere e quella si presenta con un paio di tacchi vertiginosi e una minigonna che non si racconta. Per tutta la serata mi ha parlato del suo culo, letteralmente. Non sapevo che fare. Porca si, ma non bellissima, diciamo un sei e mezzo, ma è una che ti parla di quanto il suo buco del culo si senta solo a parlare sempre e solo con i suoi giocatoli e voglia un amichetto.

Bene, alle nove e mezza eravamo da lei. Maria Teresa si è messa subito a quattro zampe in mezzo al salotto su un tappetino pacchiano e si è alzata la gonna. Non eravamo neanche troppo alticci, a dirla tutta. Mi sono sentito arrivare tutto il sangue di colpo al cazzo, che mi si è pure drizzato storto nei pantaloni facendomi un male cane e mi è toccato tirarmelo fuori di scatto.

Ho fatto una faccia terribile quando mi sono accorto che non avevo i preservativi. Allora ho preso il coraggio a due mani e glielo ho ficcato comunque nel sedere con uno sputo. Quella ha squirtato sul pavimento almeno un bicchiere intero di liquido caldo e dolce, il cui profumo mi si è infilato nel naso tutto insieme.

Una serata magica di sesso piccante

È stata una serata estasiante e rivelatrice. Me la sono inculata tre volte. La prima aveva il buchetto resistente e sodo ed ho dovuto faticare un po’ per pompare come si deve. Non sono durato molto, però e le sono venuto dritto nell’intestino. Lei non ha smesso di toccarsi il clitoride, con una certa determinazione ed è venuta un paio di minuti dopo di me, mentre le leccavo il buchetto sfondato.

È passata mezz’ora che già Teresa era china sul mio cazzo cercando di resuscitarlo. Come le sue labbra carnose hanno iniziato a baciare la cappella mi sono dovuto alzare e mi sono infilato di istinto di nuovo nel suo culetto dopo uno sputo. Lei ha fatto una faccia un po’ delusa, ma in dieci secondi ansimava mentre la sfondavo. A questo giro il buco era tenero, tiepido e delicato come le sue labbra. L’ho scopata sbattendole le palle sulle chiappe e tenendole la testa piantata nel tappeto. Anche questa volta sono venuto dentro, ma lei poi ha fatto uscire la sborra per leccarsela dalle mani.

La terza volta, invece, verso notte fonda, è stata diciamo più romantica. L’ho inculata con calma, sul suo letto, da davanti, baciandole il collo quando non le stringevo le tette, sentendola ansimare di piacere ogni volta che stringevo di più la presa. Questa volta non si è toccata. Mi ha lasciato fare e l’ho sentita godere in segreto mentre il mio cazzo scivolava nel suo sfintere che ormai non si opponeva più neanche minimamente al mio sesso.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *