Mistress Gaia: la trombamica perversa più amata dai schiavi


Le quattro vite di Mistress Gaia, suonerebbe bene, perché è così che vanno le cose. Al mattino non ti gireresti a guardarmi, quando vado a lavoro assolutamente anonima, sull’autobus, niente trucco, scarpe da ginnastica ed un paio di jeans fuori moda. Mi serve perché lavoro in mezzo agli uomini e per entrare in ufficio, se il tempo fuori è bruto, devo attraversare l’officina.

Poi alle tre e mezza torno a casa, mi rimetto un po’ in sesto, ma non esagero, giusto 4 cm di tacco ed un filo di make up per fare la spesa e non sembrare uscita di galera. Quando rientro mi faccio la doccia per levarmi di dosso la vita da impiegata e quella della porta accanto per la gente del quartiere. A questo punto partono la vita numero tre e la quattro, dipende dalla giornata.

Le mie giornate

Se ho degli appuntamenti di lavoro serio, allora mi spargo il borotalco addosso e mi infilo nei miei stivaloni di pelle nera con i lacci, mi stringo su il corsetto e mi metto addosso un perizoma lucido come uno specchio e talmente stretto che potresti vedere il clitoride strizzato come un foruncolo, se solo tu non fossi un miserabile schiavo e lì non puoi guardare. Perché io sono una mistress, Gaia, divina e inarrivabile per i miei schiavi che mi implorano di punirli per le loro colpe ridicole.

Se invece non ho appuntamenti, guardo se qualcuno dei miei amici è online e gli scrivo. Ne ho una decina di speciali, perché li ho scelti fra i migliori tori da monta che mi sono capitati e li ho ammessi al giro delle mie amicizie. Andiamo a vedere la partita in bar sperduti e poi ci fermiamo in un parcheggio a scopare come cani, oppure se non c’è troppo da guidare, i sale da me o da lui e si fanno le cose per bene e con calma.

A volte però non ho voglia di andarmene in giro, e li invito direttamente da me, anche due o tre alla volta, se proprio la mattina è andata male in ufficio e mi diverto a darmi da fare con i loro bei cazzi turgidi e palpitanti. Sono la loro trombamica perversa e non ho limiti per loro. Sono la mia guardia scelta, tori da monta il cui cazzo scatta sull’attenti con un messaggio e mi devono rispondere con la foto dell’alzabandiera se vogliono che io sorrida.

Una volta ne ho fatti venire due che non si conoscevano, ed ho aperto la porta vestita da mistress sadica. Non ero in giornata e li ho fatti montare a turno, ma siccome sono i miei giocattoli preziosi ho dato loro anche il lubrificante. Mi andava di vedere due maschi che si inculano. Sono fatta così, sono volubile e a volte mi piace cambiare le carte in tavola.

Toro fortunato, Padrona Gaia amante del… scoprilo!

Il mio preferito, però, è un vero talento naturale, nel senso che ha fra le cosce un randello davvero da film e non è neanche un brutto ragazzo. Allora quando lo faccio venire da me mi agghindo come una porca, con scarpe coi tacchi rosse, le calze bianche semitrasparenti con i fiocchetti dietro ed un corsettino bianco di raso profumato che gli pace tanto. Per lui il solo il mio culetto, senza niente più che uno sputo.

È un trombamico con un talento raro: dura tanto. Lo sento scivolare fra le mie chiappe sode, e mi piacciono le sue mani callose che mi stringono i fianchi. Mi eccita sentire che la pelle spessa strappa piccole fibre del mio corsetto mentre mi pompa dentro come una bestia. A volte mi tocca mettermi la gagball per non fare troppo chiasso ed in quei casi sbavo tantissimo, quasi da vergognarmi. Ma quanto godo in quelle mezzore in cui mi stantuffa il deretano e poi me lo riempie di sborra calda!


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